Doom, pubblicato da id Software nel dicembre 1993, è uno dei giochi più importanti mai realizzati e ha di fatto definito lo sparatutto in prima persona così come lo conosciamo. Vesti i panni di un marine spaziale solitario di stanza sulle lune di Marte quando un'invasione demoniaca irrompe attraverso un esperimento di teletrasporto andato storto, e il gioco ti mette in mano un fucile e ti scatena. La trama sottilissima era del tutto deliberata (John Carmack di id paragonò notoriamente la storia in un gioco alla storia in un film porno) e il focus è tutto su un combattimento veloce, viscerale e infinitamente rigiocabile.

Tecnicamente fu un balzo in avanti. Il suo motore rendeva altezze variabili, illuminazione drammatica e pareti non ortogonali che facevano sembrare piatto Wolfenstein 3D, il tutto a una velocità che risultava esaltante sull'hardware dell'epoca. Il design incoraggiava il movimento costante: circle-strafing di branchi di imp e demoni, la caccia a schede-chiave e stanze segrete zeppe di potenziamenti, e il gusto di armi come la motosega, il fucile al plasma e il possente BFG 9000.
L'impronta culturale di Doom è enorme. Rese popolare il multiplayer deathmatch, il suo modello di distribuzione shareware lo diffuse su milioni di macchine, e il suo approccio aperto all'editing dei WAD creò una delle community di modding più durature del gaming: la gente costruisce ancora nuovi livelli per esso oltre trent'anni dopo. Da allora è stato portato su quasi ogni dispositivo immaginabile, una battuta ricorrente che testimonia quanto sia snello e adattabile il codice. Come puro action rimane tagliente come un rasoio ancora oggi.
Doom è il gioco che nel 1993 ha inventato lo sparatutto in prima persona come lo conosciamo. Dietro c'era id Software: John Carmack, il programmatore che costruì il motore grafico capace di far correre corridoi tridimensionali sui PC dell'epoca, e John Romero, il level designer che trasformò quella tecnologia in ritmo, trappole e adrenalina pura.

In Italia Doom arrivò soprattutto grazie a due canali. Il primo era la distribuzione shareware: il primo episodio si poteva copiare e passare liberamente agli amici, e girava su floppy scambiati a scuola e in ufficio. Il secondo erano le riviste di informatica e videogiochi, che nella prima metà degli anni Novanta dedicarono copertine, recensioni e pagine di trucchi al fenomeno, allegando dischetti e CD-ROM che portarono il gioco in migliaia di case italiane.
Da noi puoi giocare a Doom direttamente nel browser: niente installazione, niente emulatore da configurare, niente download. Basta aprire la pagina e premere un tasto.

E naturalmente ci sono i codici che tutti ricordano: IDDQD per l'invulnerabilità e IDKFA per ottenere tutte le armi, le munizioni e le chiavi. Se finisci l'originale, ti aspetta Doom II: Hell on Earth del 1994, con livelli più ampi, l'azione spostata sulla Terra e il celebre fucile a doppia canna.