Entri in un corridoio buio, dall'altoparlante rimbomba un ambient dei Nine Inch Nails, e da dietro l'angolo ti piomba addosso ruggendo un cavaliere con un'ascia. Questo è Quake — il gioco che spinse gli sparatutto dal mezzo 3D a quello vero e cambiò l'aspetto dell'azione su PC.

Uscì nel 1996 da id Software, gli autori di Doom, e fece un passo oltre: stavolta il mondo intero è davvero tridimensionale — corridoi, scale, ponti e nemici sono modelli poligonali, non immagini piatte. Puoi guardare su e giù, saltare voragini, sparare ai tuoi piedi. L'atmosfera è cupa, gotica, lovecraftiana — vaghi per castelli e segrete viscide, e gli slipgate ti scaraventano in dimensioni aliene.
Si gioca grezzo e veloce. Raccogli un fucile, un chiodatore, un lanciagranate, un lanciarazzi e un cannone a fulmini, e ti fai strada tra orde di cavalieri, ogre e mostri che ti circondano in un attimo. Sopra suona una colonna sonora di Trent Reznor dei Nine Inch Nails che sottolinea l'oscurità così bene da far venire la pelle d'oca — perfino le casse di munizioni del chiodatore portano il logo della band.
Ma Quake divenne celebre soprattutto per il multiplayer. Deathmatch in rete, salti col razzo, i comandi mouse-e-tastiera diventati lo standard per i due decenni successivi — qui nacque tutta la cultura dello sparatutto competitivo. Aggiungi un motore moddabile di John Carmack, su cui la community ha costruito innumerevoli giochi propri.
Da oggi la grafica è marrone e grezza, il level design a tratti labirintico e il single player più corto di quanto vorresti. Ma la sensazione del movimento, delle armi e della velocità è invecchiata sorprendentemente bene — e nel multiplayer Quake è ancora affilato come un rasoio.
Se vuoi vedere dove sono cominciati l'azione 3D moderna e il deathmatch competitivo, questa è la fonte. Puoi giocarci gratis direttamente nel browser, senza installazione.