Se pensi ai videogiochi di ciclismo, probabilmente t'immagini fogli di calcolo e statistiche che scorrono sullo schermo come se stessi guardando una partita di curling alla televisione di stato. Cyclemania fa esattamente il contrario: ti mette in sella e ti lancia dritto nelle strade contro avversari veri, pedale dopo pedale.

È una corsa ciclistica vera e propria, non una simulazione da impiegato di banca. Nel 1994, quando i DOS ancora respiravano, qualcuno ha deciso che un gioco di corse in bicicletta dovesse funzionare come un arcade — velocità, posizionamento, strategia di consumo energetico. Gareggi in tappe, il sole batte sui tuoi pixelati quadricipiti, e devi gestire lo sforzo come faresti su una vera Giro d'Italia, solo che qui se sgassi nel primo chilometro, finisci distrutto prima del traguardo.
La meccanica è semplice ma implacabile: acceleri, cambi ritmo, gestisci quando sprinta e quando recuperi. Non è una simulazione con 50 parametri nascosti — è pura azione con conseguenze. Sali su una collina e senti che il tuo corridore fatica. La sensazione di sfinimento è quasi fisica, quella sensazione che conosci dai veri videogiochi dei novanta, dove il feedback era immediato e non mediato da menu.

Cyclemania non è grande né rivoluzionario, ma ha una virtù rara: fa quello che promette senza riempimenti. Non c'è storia traboccante, non ci sono cutscene, non ci sono sistemi di abilità che sbloccano altre abilità. Solo tu, la strada, gli avversari e il fiato che ti manca. Oggi sembra quasi scortese nella sua semplicità.

Se cerchi un'esperienza sportiva vera in forma compatta, una di quelle che ti tiene concentrato per una mezzora e poi ti lascia — Cyclemania merita ancora uno sguardo. Non è il miglior gioco di corse che vedrai, ma è onesto e funziona. Nel browser funziona come allora: senza pretese, senza colpe.